Titolo: #3 Remember me? Before the war, I'm the man who lived next door
Fandom - Coppia: x-Kamui/Fuuma
Riassunto:Diciamo che Wren( Fengtianshi per quelli di Lj) mi ha detto che Fuuma è per forza un "seme" e Kamui per forza un "Uke"..se si scrive così.. io ho provato a dimostrare che non è detto..Il risultato non è granchè, parla di Kamui che torna i città e spera di trovare Fuuma cresciuto come si deve ^_^
Rating: PG13
Avvertimenti: One-shot
#3 Remember me? Before the war, I’m the man who lived next door.
Kamui si sentiva di nuovo a casa. Era stato tutto quel tempo fuori città e, adesso, finalmente era tornato.
Finalmente poteva fare quello che aveva sempre desiderato, e quando si metteva qualcosa in testa non c’era verso di toglierlo! Aveva un obiettivo ben preciso in mente. Alto, moro e terribilmente sexy!
Non lo vedeva da anni, ma si immaginava che, una volta cresciuto, il suo amico sarebbe stato proprio come lui lo immaginava : un muscoloso omaccione un po’ rozzo e terribilmente sensuale, magari un po’ brusco, tanto quanto gli poteva piacere!
Soddisfatto dai suoi pensieri, Kamui prese la sua borsa e uscì di casa, verso la scuola.
Il cuore gli batteva all’impazzata, mentre cercava di tranquillizzarsi. Ma l’emozione e la tensione per il realizzarsi del suo desiderio erano veramente irrefrenabili.
No, così non poteva proprio andare. Aprì la borsa e, dopo aver frugato tra i libri e i quaderni ne tirò fuori un pacchetto di sigarette. Proprio quello che ci vuole adesso! Gettò a terra la borsa e si appoggiò al muro, chiudendo gli occhi e godendosi il momento. Anche se qualcuno lo avesse visto, a chi avrebbero fatto la spia? Non c’era più ragione di tenere nascosto il suo vizio ora che sua madre non c’era più.
Fece un paio di tiri, il fumo riusciva dalla sua bocca molto lentamente, riuscendo in qualche modo a rilassarlo.
Il rumore di una bicicletta interruppe l’idilliaco silenzio e Kamui sentì il nervoso lentamente riappropriarsi di lui.
Uff, proprio ora che ci stava riuscendo! Aprì gli occhi e vide.
La bicicletta aveva inchiodato proprio davanti a lui..ed era cavalcata da due figure inconfondibili. La ragazza dai lunghi ricci biondi e setosi che lo guardava esterrefatta era per forza Kotori, era semplicemente la versione più alta della bambina di cui aveva il ricordo ben chiaro.
E quel tipo con lei? Il suo cervello ci pensò un po’ prima di convincersi a dare quella unica possibile risposta.
Il ragazzo era alto, moro, con un fisico stupendo e due occhi lucenti e dolci, era muscoloso…ma di certo non era un omaccione!!! Il suo sguardo era più da cagnolino mansueto e coccolone che da bulldog!
Il ragazzo lo guardava con uno sguardo contemplativo!
“Sembra abbia visto la principessa Kaguya!”pensò Kamui.
“Ka…Ka…Kamui!!” Urlò il ragazzo indicandolo e smontando di corsa dalla bicicletta, seguito a ruota dalla sorella che lasciò cadere il fermo per non fare precipitare il loro unico mezzo di trasporto.
Fuuma corse incontro a Kamui e lo strinse forte.
“ E’ davvero tanto che non ti vedevo sai! Pensavo non saresti tornato più!”
Ma chi era questa mammoletta che lo stava abbracciando? Certo, la stretta era comunque quella di un colpo scolpito, e i muscoli di Fuuma si intravedevano bene dalla divisa scolastica che gli cadeva perfettamente.
Ma di certo non era il Fuuma rude che sognava! Che si apettava…
Quel pensiero gli rovinò l’intera giornata.
A scuola erano pochi quelli che si ricordavano ancora di lui e Kotori non lo mollava un attimo.
Per fortuna giunse la fine delle lezioni ma Fuuma gli fece una proposta che non poteva rifiutare.
“ Kamui, ti va di venire a casa mia a giocare un po’ a basket con me?”
Io? Te? Basket??
“Certo Fuuma, volentieri, così chiacchieriamo un po’!”
Fuuma sorrise dolcemente. Gli diede una pacca sulla spalla e gli rispose “ Ti aspetto a casa mia, non vedo l’ora!”
Kamui sentì il suo corpo reagire a quel sorriso. Certo non era il Fuuma che aveva sognato ogni notte da che era partito…però era proprio bello!
Tornò a casa e si preparò mettendo qualcosa di comodo. Raggiungere casa di Fuuma gli avrebbe impiegato pochissimo tempo. E infatti in un attimo fu li.
Da oltre il cancello vide Fuuma che si allenava un po’ da solo, vestito con una casacca di qualche strana squadra NBA di cui Kamui ignorava l’esistenza.
Leggermente sudato, saltava atleticamente verso il canestro, mentre i capelli gli ostruivano leggermente lo sguardo.
Le braccia sensuali e muscolose accompagnavano la palla dentro la rete del canestro, mentre Kamui con il suo sguardo indugiava sull’amico.
“Eccoti!” disse Fuuma quando si accorse della presenza di Kamui. Si passò dolcemente una mano sui capelli per staccarli dalla fronte. Era molto davvero molto, troppo bello.
Dopo un’ iniziale distrazione Kamui sorrise e iniziarono a giocare.
Solo che lo scopo del basket non è semplicemente fare canestro…ma non farlo fare all’altro!
E per non farglielo fare...bisogna marcare stretto!
Kamui non si faceva problemi in questo senso, il contatto con il corpo sudato di Fuuma lo faceva sentire vivo, magari non era il rude omaccio che lo avrebbe preso a frustate insultandolo, però era pur sempre dotato di un fisico non da poco, e per l’anima…beh lo conosceva da sempre.
Fuuma invece sembrava un po’ più turbato.
Ad un certo punto fermò la palla.
“Cosa succede?” chiese Kamui.
“Beh sai..è da tanto che non ti vedo e..non ci riesco.”
“A far cosa?”
“a starti così vicino”
“Scusa, se vuoi me ne vado!”
“No.No Kamui è che tu, mi piaci così tanto e io mi vergogno da morire..ma sei il mio migliore amico e te lo dovevo dire.”
Kamui rimase di sasso, specialmente perché la vergogna che Fuuma provava era confermata dagli occhi che stavano a stento trattenendo le lacrime.
Quel suo sguardo così dolce, quel suo essere così indifeso e inerme avrebbero dovuto fargli venire il voltastomaco. Invece…
Invece Kamui lo afferrò per la maglia e lo trascinò verso di se.
“ Ti ricordi la nostra promessa Fuuma?”
Fuuma fece cenno di si con il capo.
“Ti avevo giurato che sarei tornato, e ti avevo giurato che saremmo stati amici per sempre. Beh ritiro quella promessa. Non posso essere amico di uno come te. Io..”
Fuuma non capiva, i suoi occhi stavano per cedere, per quanta resistenza potesse opporre.
“Io uno come te…voglio stare insieme a uno come te, no anzi , a te! Ti ho sognato ogni notte, ti ho voluto ogni notte, non me ne è mai fregato un cazzo di quelle ragazzine sceme che mi girano attorno. Volevo voglio e vorrò solo te! Tu mi hai sempre capito.”
Fuuma non ebbe il tempo di rispondere una sola parola, Kamui gli aveva già fatto capire che non mentiva. Le loro labbra unite erano vere, e oneste e chiedevano molto di più.
Certo sarebbe arrivato quel giorno, in cui le stesse stelle che li avevano fatti diventare anime gemelle li avrebbero condannati alla lotta, alla guerra.
Il giorno in cui Fuuma avrebbe cambiato il suo tenero sguardo in una stilettata di ghiaccio.
Ma in quel momento tutto ciò che sapevano e che volevano era solo amarsi, amarsi come avevano sempre sognato di fare.